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richiesta della cittadinanza italiana | diventare cittadino italiano | studio legale avvocato messina

Il nostro staff legale vi affiancherà anche in pratiche che necessitano la conoscenza della lingua inglese, spagnola e portoghese, principalmente in materia di cittadinanza italiana, attraverso lo stretto apporto con i vari esperti presenti all’interno dello studio, in modo tale da offrire un’elevata competenza professionale. Tra le questioni in materia di cittadinanza si pongono diversi interrogativi:

-) Chi risulta essere cittadino italiano per nascita? Quella persona per cui uno dei due genitori è cittadino italiano.

-) A chi viene fatta la richiesta della cittadinanza? Al Ministero dell’Interno, attraverso la mediazione della Prefettura.

-) Come si consegue la cittadinanza per matrimonio? Uno cittadino straniero che si sposa con uno italiano può conseguire la cittadinanza dopo che sono passati 2 anni dalla celebrazione del matrimonio, se risiede in Italia, o 3 anni se risiede all’estero. Gli anni vengono ridotti della metà se sono presenti dei figli.

-) Quali sono i documenti da allegare? Il certificato di residenza, il certificato di famiglia, quello di nascita (eventualmente tradotti e con autorizzazione da parte del Consolato Italiano), certificato penale del territorio di origine (eventualmente tradotto e con autorizzazione del Consolato Italiano) e di eventuali altri stati terzi, certificato di cittadinanza italiana del coniuge, certificato del casellario giudiziario.

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È utili tenere a mente che alcuni attestati possono essere autocertificati. Nel caso in cui non si riescono ad avere questi documenti o si è nell’impossibilità di farlo all’interno del paese di origine si può agire attraverso un atto notorio, di fronte al Tribunale.

-) Come si consegue la cittadinanza per residenza prolungata? La persona straniera residente legalmente in Italia, da oltre 10 anni, può richiedere la cittadinanza. Questa procedura si chiama naturalizzazione.

-) Quali sono i documenti che occorre allegare? Il certificato di residenza, il certificato di stato di famiglia, le dichiarazioni dei redditi degli ultimi 3 anni che precedono la richiesta, l’attestato di nascita (eventualmente tradotto e con l’autorizzazione da parte del Consolato Italiano), certificato penale del paese di provenienza (eventualmente tradotto e con l’autorizzazione da parte del Consolato Italiano) e di eventuali altri stati terzi, una fotocopia del permesso di soggiorno, certificato del casellario giudiziario.

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Pure in questa circostanza molti attestati possono essere soggetti all’autocertificazione. Inoltre, se non si riesce ad ottenere tutta questa documentazione dal paese di origine si può agire con un atto notorio, di fronte al Tribunale.

-) La richiesta di cittadinanza ottiene il diniego se vi sono carichi penali? Se la persona che ne fa richiesta ha commesso particolari reati contro lo Stato ossia reati dolosi di grande rilevanza, soggetti ad una pena che supera nel massimo i 3 anni di prigione, la richiesta ottiene il diniego da parte del Ministero.

Altresì, la richiesta può ottenere il diniego qualora i reati sono stati commessi in uno Stato straniero ma riconosciuti pure dallo stato italiano, in effetti, se si è di fronte comprovate e reali ragioni di sicurezza per lo Stato. Se si è soggetti ad una pena si può richiedere la riabilitazione, qualora ne ricorrano i presupposti.

-) La persona in attesa di giudizio è ritenuta come un pregiudicato per l’ottenimento della cittadinanza? No, ma la richiesta viene sospesa fino a quando non sarà emesso il verdetto finale.

-) Che tempi si prevedono per il termine del procedimento? Il Ministero dell’Interno ha l’obbligo di rispondere entro 2 anni dalla presentazione della richiesta, o dall’integrazione della documentazione se priva di qualche certificato importante.

-) Come viene concluso il procedimento? Con un Decreto del Ministero dell’Interno.

-) Cosa accade se la richiesta viene accettata? La persona in questione deve effettuare un giuramento entro 6 mesi dall’accettazione della richiesta, a seguito di ciò il procedimento si considera concluso.

CONSULENZA ASSISTENZA LEGALE | DIRITTO PENALE

Studio Legale Diritto Penale messina | avvocato penalista di messina

Nel caso si è sottoposti ad un interrogatorio, ad un avviso di garanzia, o si è venuti a sapere che sono terminate le indagini preliminari ex art. 415 bis c.p.p., di rinvio a giudizio, di applicazione di una procedura di condanna penale, ovvero qualora si preveda l’attuazione di forme di custodia cautelare, è necessaria la nomina di un penalista.

L’Avviso di garanzia è una procedura applicata dal Pubblico Ministero, il cui scopo è la garanzia del diritto di difesa della persona sottoposta ad indagini.

Con l’avviso di garanzia, infatti, il Pubblico Ministero avverte la persona soggetta ad indagini che nei propri confronti vi è stato l’avvio delle indagini connesse ad un episodio che dalla nostra normativa di legge viene ritenuto reato.

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Con questo, la legge italiana offre una garanzia alla persona sottoposta ad indagini che viene a trovarsi nella condizione di imputato e lo si mette a conoscenza del fatto che il PM sta procederà a livello penale nei propri confronti, in modo tale da cercarsi un avvocato difensore prima che inizi l’iter processuale disposto a suo carico, per poter procedere con la presentazione di tutti i documenti previsti, presentarsi all’interrogatorio o chiedere pure che siano effettuate altre indagini.

Con il procedimento di condanna penale, stabilito dall'art.459 c.p.p., si intraprende un procedimento speciale. Con il provvedimento per decreto, viene saltato il processo preliminare, a anche il dibattito.

Il PM, dopo aver effettuato le indagini a livello preliminare, nella circostanza in cui dispone solo l’applicazione di una condanna a livello pecuniario, può fare richiesta al Giudice delle Indagini Preliminari (GIP) dell’attuazione di un provvedimento di condanna penale.

Il GIP può accettare questa richiesta o rifiutarla. Il decreto emesso ottiene la notifica per la persona imputata e per il proprio Avvocato. Le Norme a livello cautelare sono disposte dal Giudice, prima dell’emanazione di una condanna o di un suo proscioglimento.

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Inoltre, sono fissate solo su accolta del PM, che è obbligato a presentare al giudice pertinente le prove su cui si fonda la richiesta.

Qualunque persona può essere soggetta ad una procedura del genere solo qualora si evidenzino a proprio carico gravi circostanze di colpa, ossia quando non vi è nessuna motivazione per quello che è stato compiuto, senza la sussistenza di circostanze che evidenzino la fine del reato o della pena che viene emanata. Le forme di cautela vengono divise in: individuali e reali.

Quelle individuali evidenziano per il soggetto in questione limiti e restrizioni della propria libertà personale (misure di coercizione), o pure dei limiti nell’esercizio dei propri diritti giuridici (misure di interdizione); quelle reali che incidono sulla situazione patrimoniale determinandone l’indisponibilità di beni e oggetti.

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